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Lavoro Occasionale Accessorio

Il Lavoro Occasionale di tipo accessorio

La definizione e la norma

Per prestazione di tipo accessorio si intende l'attività lavorativa di natura occasionale, non subordinata, resa da particolari soggetti a rischio di esclusione sociale, soggetti non entrati ancora nel mondo del lavoro ovvero da soggetti che ne stanno uscendo.
Questa tipologia contrattuale è nata al fine di diminuire il lavoro sommerso e favorire l'inserimento di fasce più deboli nel mondo del lavoro.
L'istituto delle prestazioni occasionali accessorie, disciplinato dagli articoli 70-74 del D. L.vo n. 276/2003, è stato modificato da alcune disposizioni introdotte dalla legge di conversione n. 80/2005 del D.L. n. 35/2005, dalla legge 6 agosto 2008, N. 133 e dalla legge 28 giugno 2012, n. 92.

Caratteristiche

Le prestazioni di lavoro accessorio sono quelle attività lavorative che non danno  luogo a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare.

Fermo restando il limite complessivo di 5.000 euro nel  corso  di un anno solare, nei confronti  dei committenti imprenditori  commerciali o professionisti, le prestazioni di lavoro accessorio possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro.

Per l'anno 2013, le prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali nel limite massimo di 3.000 euro di corrispettivo per anno  solare da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.

I soggetti destinatari

In tutti i settori e per qualsiasi attività possono svolgere attività di lavoro accessorio i seguenti soggetti:

  • disoccupato,
  • inoccupato,
  • lavoratore autonomo o subordinato,
  • full-time o part-time,
  • pensionato,
  • studente,
  • percettore di prestazioni a sostegno del reddito
  • lavoratore straniero

Nelle aziende, operanti nel settore agricolo, con volume d’affari superiore a 7.000 euro per lo svolgimento di attività agricole di carattere stagionale possono svolgere attività di lavora accessorio:

  • pensionati
  • giovani con meno di venticinque anni di età, iscritti ad un ciclo di studi;

Nelle aziende, operanto nel settore agricolo, con volume d’affari inferiore a 7.000 euro per lo svolgimento di qualunque tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale possono svolgere attività di lavoro accessorio:

  • qualsiasi soggetto che non sia stato iscritto l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

 

E’ consentito il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio da parte dei committenti pubblici.

 

A decorrere dal 18 luglio 2012, anche l’impresa familiare può ricorrere al lavoro occasionale per lo svolgimento di ogni tipo di attività (incluse le attività specifiche dell’impresa), con l’osservanza dei soli limiti economici previsti dalla nuova normativa, pari a 2.000,00 euro netti (2.666,00 € lordi) per prestatore, nell’anno solare, trattandosi di committenti imprenditori commerciali o professionisti. L’impresa familiare può utilizzare tutte le categorie di prestatori, inclusi i familiari, purchè non facciano parte del nucleo costitutivo dell’impresa.

Aspetti procedurali

Il pagamento avviene attraverso 'buoni lavoro' (voucher). Il valore netto di un voucher da 10 euro nominali, in favore del lavoratore, è di 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione, salvo che per il settore agricolo, dove, in ragione della sua specificità, si considera il contratto di riferimento.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aggiornerà periodicamente il valore nominale dei buoni. La determinazione del valore del buono discende:

  • dalla media delle retribuzioni rilevate per le attività affini;
  • dal costo di gestione del servizio.


Effettuata la prestazione accessoria, il lavoratore presenta i buoni ricevuti al concessionario, il quale:

  1. registra i dati anagrafici e il codice fiscale del prestatore di lavoro occasionale accessorio;
  2. trattiene, a titolo di rimborso spese, una percentuale autorizzata e definita dal Ministero del Lavoro nella misura pari al 5% del valore nominale del buono stesso;
  3. versa per suo conto:
    1. i contributi previdenziali alla Gestione Separata dell'INPS, in misura pari al 13% del valore nominale del buono;
    2. un importo pari al 7% del valore nominale del buono all'INAIL;
  4. eroga l'importo restante al lavoratore.
Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo status di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.

Ultimo aggiornamento il 2013-12-05 13:38:12

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