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I nuovi Servizi per l'impiego

Il Decreto legislativo 469/97 ha avviato un radicale processo di riforma dei Servizi per l’impiego e ridisegnato le competenze dei soggetti deputati alla gestione di tali servizi.

Le funzioni ed i compiti in materia di mercato del lavoro sono stati conferiti alle Regioni ed alle Province al fine di avvicinare ed adeguare sempre più le politiche per l’occupazione alle necessità di ciascuna realtà territoriale, attraverso una integrazione attiva con il sistema scolastico, della formazione professionale e dello sviluppo locale.

Al Ministero del Welfare viene riservata la competenza in ordine alla vigilanza in materia di lavoro, alla gestione del Sistema informativo lavoro (SIL) ed al ruolo di indirizzo, di promozione e di coordinamento delle politiche del lavoro.

Le rigide e burocratiche regole su cui si basava l’impianto del vecchio collocamento, finalizzate a garantire la parità di accesso dei lavoratori alle occasioni di lavoro, vengono definitivamente mandate in soffitta per essere sostituite da meccanismi di gestione finalizzati a favorire, sempre più e sempre meglio, l’incontro della professionalità del lavoratore con le esigenze produttive delle aziende.

La regola della richiesta numerica, introdotta dalla legge 264/49 e confermata dalla legge 300/70, già ridimensionata prima dalla legge 223/91 e poi dalla legge 608/96, viene completamente sostituita dalla facoltà di scelta nominativa, riconosciuta alle aziende, per tutti i lavoratori da assumere. L’avviamento numerico permane solo, con le modalità previste dalla legge 56/87, per le assunzioni presso gli Enti pubblici per le qualifiche che richiedono il solo requisito della scuola dell’obbligo.

I vecchi Uffici di collocamento, deputati a svolgere essenzialmente un ruolo di gestione burocratico-amministrativo, vengono sostituiti dai Centri per l’Impiego chiamati a svolgere un ruolo attivo di orientamento e di consulenza per i soggetti che tentano l’inserimento nel mercato del lavoro, nonché di promozione delle politiche attive del lavoro.

La necessità di canalizzare i nuovi Centri per l’Impiego su servizi reali finalizzati all’inserimento lavorativo viene rafforzata dall’impostazione del Decreto legislativo 181/2000 che stabilisce gli strumenti attraverso i quali i Servizi per l’impiego devono calibrare una efficace strategia di promozione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Con il Decreto 181/2000 vengono abolite le liste di collocamento ordinarie e speciali, il libretto di lavoro (che sarà rimpiazzato con un "tesserino telematico multifunzionale" con i dati relativi al percorso di studi e professionale del lavoratore) e il modello C/1; rimangono in vigore soltanto le liste per i lavoratori in mobilità e gli elenchi per l'inserimento lavorativo dei disabili.

Al posto delle vecchie liste di collocamento viene istituito l'elenco anagrafico dei lavoratori. Si possono iscrivere disoccupati, occupati, inoccupati, coloro hanno assolto l'obbligo scolastico e intendano avvalersi dei servizi offerti dai Centri per l'impiego che rilasciano, su richiesta dei lavoratori, idonea certificazione anagrafica/professionale. I Centri per l’Impiego dovranno provvedere, quindi, alla registrazione del lavoratore, alla verifica periodica dello stato di disoccupazione e ad una periodica analisi delle opportunità lavorative adatte al profilo inserito.
Le persone che desiderano acquisire lo “stato di disoccupazione” devono sottoscrivere una dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa presentandosi presso il Centro per l'Impiego dove ricade il proprio domicilio. La dichiarazione di disponibilità comporta l'impegno di accettare le iniziative di promozione dell'occupazione del Centro per l'Impiego (occasioni di lavoro, tirocini, corsi di formazione professionale, di orientamento, di miglioramento della propria occupabilità).
E' considerato disoccupato chi è privo di lavoro, cioè chi non è occupato in un rapporto di lavoro subordinato, in un'attività di lavoro autonomo o in una qualsivoglia tipologia lavorativa contrattualmente e giuridicamente vigente. Inoltre è considerato disoccupato chi è occupato ma dimostra che l'attività svolta produce un reddito annuo non superiore al minimo escluso da imposizione.
Lo “stato di disoccupazione” si conserva a  seguito  di svolgimento di attività lavorativa tale  da  assicurare  un  reddito annuale  non  superiore  al  reddito  minimo  personale  escluso   da imposizione. Tale soglia di reddito non si applica ai soggetti di cui all'articolo 8, commi 2 e 3,  del  decreto  legislativo  1°  dicembre 1997, n. 468, mentre si sospende in caso di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi.

Viceversa, lo “stato di disoccupazione” si perde:

  1. in  caso  di mancata presentazione  senza  giustificato  motivo  alla   convocazione   del servizio competente nell'ambito delle misure di  prevenzione  di  cui all'articolo 3;
  2. in caso di rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno ed indeterminato o determinato o di lavoro  temporaneo  ai  sensi  della legge 24 giugno 1997, n. 196, nell'ambito dei  bacini,  distanza  dal domicilio e tempi di trasporto con mezzi  pubblici,  stabiliti  dalle Regioni.

 

Si rimane iscritti nell'elenco anagrafico fino a quando l'interessato non ne chiede la cancellazione o non raggiunge l'età pensionabile; inoltre, si rimane inseriti nell'elenco anagrafico fino a quando non scade il permesso di soggiorno o fino ai sei mesi successivi alla perdita del lavoro nel caso in cui il permesso di soggiorno sia di durata superiore.

 

Al fine di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e contrastare la disoccupazione di lunga  durata, i Centri per l’Impiego sottopongono i lavoratori in “stato di disoccupazione” ad interviste periodiche e ad altre misure di politica attiva offrendo almeno i seguenti interventi:

a) colloquio di orientamento entro tre mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione;

b) proposta di adesione a iniziative d’inserimento lavorativo o di formazione o di riqualificazione professionale o altra misura che favorisca l'integrazione professionale:

  • nei confronti degli adolescenti, dei giovani e delle donne in  cerca  di reinserimento lavorativo, non oltre quattro mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione;
  • nei  confronti  degli altri soggetti a rischio di disoccupazione di lunga durata, non oltre sei mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione.

 

Nei confronti dei beneficiari di ammortizzatori sociali per i quali lo stato di disoccupazione costituisca requisito, i Centri per l’Impiego devono prevedere almeno l'offerta delle seguenti azioni:

  • colloquio di orientamento entro i tre mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione;
  • azioni di orientamento collettive fra i tre e i sei mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione, con formazione sulle modalita' piu' efficaci di ricerca di occupazione adeguate al contesto produttivo territoriale;
  • formazione della durata complessiva non inferiore a due settimane tra i sei e i dodici mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione, adeguata alle competenze professionali del disoccupato e alla domanda  di  lavoro dell'area territoriale di residenza;
  • proposta di adesione ad iniziative di  inserimento  lavorativo entro la scadenza  del  periodo  di  percezione  del  trattamento  di sostegno del reddito.

 

Nei confronti dei beneficiari di trattamento d’integrazione salariale o di altre prestazioni in costanza di rapporto  di  lavoro, che comportino la sospensione dall'attività lavorativa per  un periodo superiore ai sei mesi, i Centri per l’Impiego devono prevedere almeno l'offerta  di formazione professionale della durata complessiva non inferiore a due settimane adeguata alle competenze professionali del disoccupato.


Il nuovo impianto, delineato dal Dlgs 181/2000, prevede, inoltre, che tutti i datori di  lavoro privati e gli enti pubblici economici procedono all'assunzione diretta di tutti i lavoratori per qualsiasi tipologia di rapporto  di  lavoro. Le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga devono essere inviate dai Datori di lavoro al Servizio competente nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro e sono valide ai  fini  dell'assolvimento degli obblighi di comunicazione nei confronti delle direzioni regionali e provinciali del lavoro, dell'Istituto  nazionale  della   previdenza   sociale, dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni  sul lavoro, o di altre forme  previdenziali sostitutive o esclusive, nonche' nei confronti della Prefettura e delle province, ai fini delle assunzioni Obbligatorie. Viene, infine, stabilito l’obbligo di avvalersi per l’invio delle predette comunicazioni dei servizi informatici. Tale previsione ha trovato concreta attuazione nel Decreto interministeriale 30 ottobre 2007 che ha disposto, a partire dal 1° marzo 2008, l’obbligo per tutti i datori di lavoro di inviare le comunicazioni obbligatorie esclusivamente tramite i servizi telematici.

 

In questa Sezione troverai tutte le notizie utili per conoscere ed utilizzare al meglio i servizi erogati dalle nuove strutture pubbliche per l'Impiego.
Qui troverai i riferimenti, gli indirizzi, i servizi , le modalità di accesso e di funzionamento delle nuove strutture per l'Impiego.
Nella Sezione sono, inoltre, pubblicati i dati, il monitoraggio e l'analisi del locale mercato del lavoro , del mondo della Scuola e delle attività produttive presenti nel territorio

 

Ultimo aggiornamento il 2013-12-04 17:39:43

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