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Il contratto di somministrazione

La definizione e la norma

La somministrazione di lavoro è stata introdotta per la prima volta nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 276/2003. Contestualmente sono stati abrogati la Legge 1369/1960 (divieto di intermediazione e interposizione di manodopera) e gli articoli da 1 a 11 della 196/1997 in materia di lavoro interinale.

Con l'introduzione di questo tipo di contratto, un'impresa, denominata utilizzatrice, potrà rivolgersi ad un'altra impresa, denominata somministratore (agenzia del lavoro), regolarmente autorizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per "affittare" lavoratori. Questi prestano la propria attività nell'interesse e sotto la direzione e il controllo dell'utilizzatore stesso.

Caratteristiche

La somministrazione di lavoro avviene attraverso la stipula di due contratti: quello concluso tra somministratore e utilizzatore e quello concluso tra somministratore e prestatore di lavoro. Quest'ultimo, però, rimane però dipendente dell'agenzia di somministrazione.
Il contratto di somministrazione di lavoro è un particolare contratto di lavoro subordinato che coinvolge, quindi, tre soggetti:

  • il somministratore (un soggetto autorizzato come le agenzie di somministrazione),
  • l'utilizzatore,
  • il lavoratore

Il lavoratore è assunto dal somministratore, ma viene inviato a svolgere la propria attività presso l'utilizzatore (c.d. missione).
Questo tipo di rapporto prevede quindi due contratti:

  • un contratto di somministrazione, di natura commerciale, tra l'utilizzatore e il somministratore;
  • un contratto di lavoro tra il somministratore e il lavoratore.

Il contratto di somministrazione di lavoro deve essere stipulato in forma scritta, altrimenti è considerato nullo ed i lavoratori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell'utilizzatore.

Il contratto di somministrazione può essere a tempo determinato oppure a tempo indeterminato e può essere concluso anche come rapporto a tempo parziale.

I soggetti abilitati

Sono abilitati alla redazione di contratti di somministrazione:

  • le agenzie di lavoro interinale autorizzate;
  • i soggetti ulteriormente autorizzati all'attività di somministrazione e regolarmente iscritti all'albo.

Campo di applicazione del contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione di lavoro, come già detto prima, può essere concluso da ogni soggetto, di seguito denominato utilizzatore, che si rivolga ad altro soggetto, di seguito denominato somministratore, a ciò autorizzato ai sensi delle disposizioni di cui agli art.4 e 5 del D. Lgs. 276/03.
Tale contratto può essere concluso per un periodo determinato definito nel contratto iniziale o a tempo indeterminato; in tal senso i lavoratori sono assegnati all'utilizzatore per un periodo di tempo illimitato.
Sia i contratti di somministrazione (utilizzatore/somministratore) sia quelli di lavoro subordinato (somministratore/lavoratore; vedi contratto di lavoro subordinato pert-time) possono essere stipulati alternativamente a tempo determinato o a tempo indeterminato.
Il somministratore, ai sensi della normativa vigente, deve essere un'Agenzia debitamente autorizzata e iscritta nell'apposita sezione dell'Albo informatico.
La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è ammessa solamente per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo legate a:

  • servizi di facchinaggio e pulizia;
  • servizi di vigilanza, custodia, portineria e ristorazione;
  • servizi di consulenza, assistenza nel settore informatico, compresa la progettazione e manutenzione di reti intranet ed extranet, siti internet, sistemi informatici, sviluppo di software applicativo, caricamento dati;
  • servizi di trasporto persone, macchinari, merci;
  • gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini, servizi di economato;
  • attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale;
  • attività di marketing, analisi di mercato, organizzazione della funzione commerciale;
  • gestione di call center;
  • costruzioni edilizie all'interno degli stabilimenti;
  • installazioni o smontaggio di impianti e macchinari;
  • particolari attività produttive, con specifico riferimento all'edilizia e alla cantieristica navale, le quali richiedono più fasi successive di lavorazione, l'impiego di manodopera diversa per specializzazione da quella normalmente impiegata nell'impresa;
  • tutte le attività connesse alla fase di avvio di una nuova attività nelle aree Obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali;
  • tutti gli altri casi indicati dai CCN o territoriali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative.

La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa anche nell'ambito dell'attività ordinaria dell'utilizzatore, a condizione che sia giustificata da motivi effettivi e comprovabili di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo.
Inoltre, viene stipulato un contratto a tempo determinato solo per casi previsti dalla contrattazione collettiva che potrà fissare dei limiti relativamente al numero di lavoratori utilizzabili.

Le esclusioni

Il contratto di somministrazione, ai sensi del art. 20, comma 5 del D. Lgs. 276/03, è vietato nei casi di:

  • sostituzione di lavoratori in sciopero;
  • mancata redazione da parte delle imprese della valutazione dei rischi da effettuare ai sensi dell'art. 4 del D. Lgs. N. 626/94;
  • licenziamenti collettivi di lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione, avvenuti nei sei mesi precedenti (salvo deroghe sindacali);
  • sospensione di rapporti o riduzione dell'orario di lavoro con integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione (salvo diversa disposizione degli accordi sindacali).

Forma e contenuti del contratto

Il contratto di somministrazione di lavoro deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere tutti gli elementi indicati dal comma 1 dell'art. 21 del D. L.vo n. 276/2003:

  • gli estremi dell'autorizzazione rilasciata al somministratore;
  • la data di inizio e la durata del rapporto di lavoro;
  • il numero dei lavoratori da somministrare;
  • le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e/o sostitutivo per le quali si ricorre alla somministrazione;
  • l'indicazione della presenza di eventuali rischi per l'integrità e la salute del lavoratore e delle misure di prevenzione adottate;
  • le mansioni alle quali saranno adibiti i lavoratori e il loro inquadramento;
  • il luogo, l'orario e il trattamento economico e normativo delle prestazioni lavorative;
  • l'assunzione da parte del somministratore dell'obbligazione del pagamento diretto al lavoratore della retribuzione, nonchè del versamento dei contributi previdenziali;
  • l'assunzione dell'obbligo dell'utilizzatore di rimborsare al somministratore gli oneri retributivi e previdenziali da questa sostenuti in favore di prestatori di lavoro;
  • l'assunzione dell'obbligo dell'utilizzatore di comunicare al somministratore i trattamenti retributivi applicabili ai lavoratori comparabili;
  • l'assunzione da parte dell'utilizzatore, in caso di inadempimento del somministratore, dell'obbligo del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico nonchè del versamento dei contributi previdenziali, fatto salvo il diritto di rivalsa verso il somministratore.

Il contratto, inoltre, deve riportare l'impegno delle parti a dare attuazione alle eventuali ulteriori indicazioni contenute nei contratti collettivi.
Il somministratore deve comunicare per iscritto al lavoratore i contenuti del contratto, nonchè la data di inizio e la durata prevedibile dell'attività lavorativa presso l'utilizzatore. In mancanza di contratto scritto, lo stesso è nullo ed il lavoratore sarà considerato, a tutti gli effetti, alle dipendenze dell'utilizzatore.

La disciplina del rapporto nella somministrazione a tempo indeterminato

Per quanto riguarda la somministrazione a tempo indeterminato, il rapporto di lavoro tra somministratore e prestatori di lavoro è regolarizzato dalle norme di disciplina generale dei rapporti di lavoro contenuti nel codice civile e nelle leggi speciali.
Nell'intervallo non operativo, tra un'assegnazione e l'altra, il somministratore è tenuto a corrispondere al lavoratore con contratto di somministrazione a tempo indeterminato un'indennità mensile di disponibilità (D. M. 10 marzo 2004 G. U. 68/2004). La misura di tale indennità, divisibile in quote orarie, stabilita dal contratto collettivo applicabile al somministratore, non può essere inferiore a 350,00 euro mensili e deve essere aggiornata ogni due anni, con decreto del Ministero del Lavoro, secondo la variazione degli indici dei prezzi al consumo, rilevata dall'ISTAT. Il provvedimento ministeriale ha , inoltre, stabilito che, per determinare la quota oraria dell'indennità di disponibilità, si deve utilizzare il coefficiente orario 173.
L'indennità di disponibilità è proporzionalmente ridotta in caso di assegnazione ad attività lavorativa a tempo parziale anche presso il somministratore. Inoltre, la predetta misura è esclusa dal computo di ogni istituto di legge o di contratto collettivo.

Il contratto di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è ammesso per le seguenti attività:

  • consulenza e assistenza nel settore informatico;
  • pulizia, custodia e portineria;
  • trasporto di persone e di trasporto e movimentazione di macchinari e merci;
  • gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini, economato;
  • consulenza direzionale;
  • marketing;
  • gestione di call-center;
  • avvio e gestione di attività imprenditoriali;
  • costruzioni edilizie all’interno degli stabilimenti, installazione e smontaggio di macchinari, edilizia e cantieristica navale;
  • cura e assistenza alla persona e sostegno alla famiglia;
  • tutti gli altri casi previsti dalla contrattazione nazionale, territoriale o aziendale.

Il contratto di somministrazione a tempo indeterminato è soggetto alla disciplina generale dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

La disciplina del rapporto nella somministrazione a tempo determinato

Nel caso di somministrazione a tempo determinato, il rapporto di lavoro tra somministratore e prestatore di lavoro è disciplinato dal D. Lgs n. 368/2001, per quanto compatibile.

La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa esclusivamente a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore. Ad esempio, la necessità di un incremento di manodopera per far fronte a picchi temporanei di attività dovuti a circostanze eccezionali o alle attività stagionali, ma anche la sostituzione di lavoratori assenti per malattia, ferie, ecc.

Non è richiesta l'indicazione delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo:

  • per il primo contratto di lavoro a termine di durata non superiore a dodici mesi;
  • nelle ipotesi indicate dalla legge: lavoratori in mobilità, lavoratori svantaggiati, percettori di ammortizzatori sociali da almeno sei mesi;
  • negli altri casi previsti dalla contrattazione collettiva.
  • Per i contratti stipulati da una  start-up  innovativa per lo svolgimento di attivita' inerenti  o  strumentali  all'oggetto sociale della stessa

Nei casi e per la durata prevista dai contratti collettivi applicati dal somministratore, il termine inizialmente posto al contratto di lavoro può essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto.
Ai fini dell'applicazione di normative di legge o di contratto collettivo, ad eccezione di quelle relative alla materia dell'igiene e della sicurezza sul lavoro, il prestatore di lavoro non viene computato nell'organico dell'utilizzatore.
Nella somministrazione di lavoro a tempo determinato l'utilizzatore può sempre assumere il lavoratore al termine del contratto di somministrazione; non lo può fare nel caso in cui al lavoratore sia corrisposta una adeguata indennità, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo applicabile al somministratore.

Diritti e obblighi delle parti nella somministrazione del lavoro

Il lavoratore dipendente dal somministratore per tutta la durata del contratto ha diritto a:

  • un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore,a parità di mansioni svolte; tale disposizione non trova applicazione nei casi in cui i contratti di somministrazione siano stipulati da soggetti privati autorizzati nell'ambito di specifici programmi di formazione, inserimento e riqualificazione professionale erogati, a favore dei lavoratori svantaggiati, in concorso con regioni, centri per l'impiego ed enti locali;
  • fruire dei servizi sociali e assistenziali di cui godono i dipendenti dell'utilizzatore addetti alla stessa unità produttiva;
  • esercitare presso l'utilizzatore i diritti sindacali (al prestatore di lavoro si applicano i diritti sindacali previsti dalla Legge n. 300/1970);
  • partecipare alle assemblee del personale dipendente dall'impresa utilizzatrice;
  • riunirsi con gli altri lavoratori che dipendono dallo stesso somministratore e operano presso diversi utilizzatori.

L'utilizzatore è' tenuto a:

  • corrispondere in solido con il somministratore ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali;
  • informare il lavoratore se le sue mansioni richiedono sorveglianza medica speciale e se hanno rischi specifici;
  • osservare gli obblighi di protezione e sicurezza nei confronti dei lavoratori;
  • informare il somministratore se il lavoratore viene adibito a mansioni diverse, non equivalenti a quelle previste dal contratto; in caso di inadempimento dell'obbligo di informazione, risponde in via esclusiva per le differenze retributive spettanti al lavoratore occupato in mansioni superiori e per l'eventuale risarcimento del danno derivante dall'assegnazione a mansioni inferiori;
  • comunicare alla RSU o alle RSA il numero e i motivi dei contratti di somministrazione conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati;
  • rispondere dei danni arrecati a terzi dal prestatore di lavoro, nell'esercizio delle sue funzioni;
  • comunicare al somministratore, che esercita il potere disciplinare sul lavoratore, gli elementi che formeranno oggetto della contestazione di infrazione ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 300/1970.

Il somministratore è obbligato a:

  • corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e a versare gli oneri previdenziali e assicurativi all'INPS e all'INAIL;
  • esercitare il potere disciplinare;
  • informare i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive in generale;
  • formare e addestrare i lavoratori all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie.

Se il contratto di somministrazione lo prevedere gli ultimi due obblighi del somministratore, sopra indicati, possono essere adempiuti dall'utilizzatore.


Computo

In caso di contratto  di  somministrazione, il prestatore  di lavoro non e' computato nell'organico dell'utilizzatore ai fini della applicazione di normative di legge o di contratto  collettivo,  fatta eccezione per  quelle  relative  alla  materia  dell'igiene  e  della sicurezza sul lavoro. 

La disciplina in materia di assunzioni obbligatorie e la riserva di cui all'articolo 4-bis, comma 3, del decreto  legislativo  n.  181 del 2000, non si applicano in caso di somministrazione.

 

Trattamento normativo, retributivo e previdenziale

I dipendenti del somministratore hanno diritto a un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore rispetto ai dipendenti di pari livello dell'utilizzatore, a parità di mansioni svolte. L'unica eccezione prevista dalla norma riguarda il caso di somministrazioni effettuate a soggetti privati autorizzati nell'ambito di specifici programmi di formazione, inserimento e riqualificazione professionale, erogati a favore di lavoratori svantaggiati, in concorso con gli enti locali. Naturalmente, il trattamento economico spetta al lavoratore somministrato per il tempo effettivo di lavoro.

 

Tuttavia, può accadere che il dipendente di una società di somministrazione rimanga temporaneamente inoccupato, in attesa di essere assegnato a un contratto di somministrazione. In questo caso, il lavoratore ha diritto alla indennità di disponibilità, nella misura stabilita dal contratto collettivo applicabile al somministratore e comunque non inferiore alla misura prevista mediante decreto del ministro del lavoro.

 

Inoltre, i dipendenti del somministratore hanno il diritto di usufruire di tutti i servizi sociali ed assistenziali di cui godono i dipendenti dell'utilizzatore addetti alla stessa unità produttiva, tranne quelli il cui godimento è condizionato al conseguimento di una determinata anzianità di servizio o alla iscrizione ad associazioni o a società cooperative. 

Anche gli oneri contributivi, previdenziali, assicurativi ed assistenziali per i dipendenti del somministratore sono a carico del somministratore stesso, così come previsto dall'art. 25 del D.Lgs. 276/2003. I contributi sono dovuti anche sull'indennità di disponibilità, naturalmente in proporzione all'indennità stessa. 

L'utilizzatore è in ogni caso obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali. Ciò significa in particolare che se la retribuzione non venisse corrisposta dal somministratore, il lavoratore potrebbe pretendere il pagamento nei confronti dell'utilizzatore.

Con il D.L. 76/2013 (c.d. Pacchetto Lavoro), il legislatore ha modificato il primo comma dell’art. 23 del d.lgs. 276/2003, chiarendo in particolare che anche per questa categoria di lavoratori resta ferma l’integrale applicabilità delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro previste dal d.lgs. 81/2008. 


 

Diritti sindacali dei lavoratori somministrati

Ai dipendenti delle società di somministrazione si applicano tutti i diritti sindacali previsti dalla Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). 

Pertanto, nei confronti del somministratore i lavoratori in questione possono esercitare per esempio il diritto di costituire rappresentanze sindacali aziendali o unitarie, di riunirsi in assemblea, di fruire di permessi, di fruire - in qualità di dirigenti di rappresentanza sindacale aziendale o unitaria - di permessi sindacali retribuiti e non retribuiti. 

Naturalmente, per espressa previsione dell'art. 35 Legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), la concreta fruizione di questi diritti presuppone che il somministratore occupi più di 15 dipendenti. 

I lavoratori in somministrazione hanno diritto, con le modalità determinate dalla contrattazione collettiva, di riunirsi in assemblea. 

Inoltre, il lavoratore somministrato vanta alcuni diritti sindacali anche nei confronti dell'utilizzatore. Infatti, nei confronti di quest'ultimo egli può esercitare - per tutta la durata del contratto - i diritti di libertà e di attività sindacale, nonché di partecipare alle assemblee del personale dipendente dell'impresa utilizzatrice. 

L'utilizzatore ha l’obblico di rendere alcune comunicazioni alle rappresentanze sindacali, aziendali o unitarie o, in loro mancanza, ai sindacati territoriali che appartengono alle confederazioni comparativamente più rappresentative.  Più precisamente, l'utilizzatore deve indicare il numero e i motivi del ricorso alla somministrazione, e ciò ancor prima della stipulazione del contratto di somministrazione (solo in caso di particolari motivi d'urgenza la comunicazione può essere successiva di 5 giorni). 

Inoltre, ogni 12 mesi deve essere data comunicazione in ordine al numero e ai motivi dei contratti di somministrazione conclusi, alla loro durata, al numero e alla qualifica dei lavoratori interessati. 


Ultimo aggiornamento il 2013-12-04 13:15:58

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