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Lavoro accessorio D.Lgs 81/2015

IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
(D. Lgs n. 81 del 15/06/2015)
(servizio offerto in collaborazione con Confindustria Brindisi)

 

DEFINIZIONE E campo di applicazione (Art. 48)

 

Le prestazioni di lavoro accessorio si concretano in attività lavorative che non danno luogo ai seguenti compensi, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati:

  • superiori ad € 7.000  nel corso di un anno civile, con riferimento alla totalità dei committenti;
  • superiori ad € 2.000  - fermo restando il limite complessivo di € 7.000 (di cui al precedente punto) con riferimento a ciascun singolo committente.

Le prestazioni di lavoro accessorio possono essere in ogni caso rese, in tutti i settori produttivi, compresi  gli  enti  locali, nel   limite complessivo di € 3.000 di compenso per anno civile, sempre rivalutati  annualmente,  da  percettori  di  prestazioni  integrative  del salario o di sostegno al reddito.

Sarà cura dell'INPS provvedere a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle  prestazioni  integrative  del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Le disposizioni di cui al primo periodo del presente capitolo si applicano anche in agricoltura, e più precisamente:

  1. alle attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università;
  2. alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Le prestazioni di lavoro accessorio, da parte di un committente pubblico, sono consentite nel rispetto dei vincoli previsti dalla vigente disciplina in materia di contenimento delle spese di personale e, ove previsto, dal patto di stabilità interno.

I compensi percepiti dal lavoratore sono computati  ai  fini  della  determinazione  del reddito necessario per il rilascio  o  il  rinnovo  del  permesso  di soggiorno.

E’ disposto il divieto di fare ricorso a prestazioni di lavoro accessorio nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi, salvo specifiche ipotesi che dovranno essere individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali,  sentite  le  parti  sociali,  da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2015.

Resta immutato quanto disposto  dall'articolo  36  del  decreto legislativo n. 165 del 2001.

 

 

DISCIPLINA DEL LAVORO ACCESSORIO (ART. 49)

 

La prestazione di lavoro accessorio, che può essere svolta a favore di committenti imprenditori o professionisti e a favore di committenti non imprenditori o professionisti, viene remunerata con l’utilizzo di “buoni orari” acquistati nel seguente modo:

  • i committenti imprenditori o professionisti esclusivamente con modalità telematiche;
  • I committenti non imprenditori o professionisti anche presso le rivendite autorizzate.

I buoni orari sono numerati progressivamente e datati ed hanno un valore nominale fissato con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenendo conto della media delle retribuzioni rilevate per le diverse attività lavorative e delle risultanze istruttorie del confronto con le parti sociali.

Nell’attesa che venga emanato il citato decreto ministeriale e fatte salve le prestazioni rese nel settore agricolo, il valore nominale del buono orario e' fissato in € 10  e nel settore agricolo è pari all'importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il D. Lgs. n. 81/2015 prevede per i committenti imprenditori o professionisti l’obbligo, prima dell'inizio della   prestazione,   di   comunicare   alla   Direzione Territoriale del Lavoro competente, attraverso modalità telematiche, ivi compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi.

Si evidenzia che la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato in data 25 giugno 2015 la nota n. 3337  con la quale chiarisce che al fine di approfondire l’attuazione dell’obbligo di legge e nelle more della attivazione delle relative procedure telematiche, la comunicazione telematica della prestazione di lavoro accessorio, prevista dall’articolo 49, comma 3, del Decreto Legislativo n. 81/2015, in capo alle Direzioni territoriali del lavoro, sarà effettuata agli Istituti previdenziali secondo le attuali procedure.

Il prestatore di lavoro accessorio percepisce il proprio compenso dal concessionario che sarà individuato con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, successivamente all'accreditamento dei buoni da parte del beneficiario della prestazione di lavoro accessorio.

Lo stesso decreto ministeriale regolamenterà i criteri  e  le modalità per il versamento dei contributi e  delle relative  coperture  assicurative  e  previdenziali.  In attesa del decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nell'INPS e nelle agenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettere a) e c) e 6, commi 1, 2 e 3, del  decreto  legislativo  n. 276 del 2003.

Il compenso per il lavoro accessorio è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro.

Il concessionario provvede al pagamento delle spettanze alla persona che presenta i buoni, effettuando altresì il versamento per suo conto dei contributi previdenziali all'INPS, alla gestione separata (di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335), in misura pari al 13 % del valore nominale del buono, e per fini assicurativi contro gli infortuni all'INAIL, in misura pari al 7% del valore nominale del buono, e trattiene l'importo autorizzato con decreto ministeriale, a titolo di rimborso spese.

La percentuale relativa al versamento dei contributi previdenziali può essere rideterminata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, in funzione degli incrementi delle aliquote contributive per gli iscritti alla gestione separata dell'INPS.

Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali – in considerazione delle particolari e oggettive condizioni sociali di specifiche categorie di soggetti correlate allo stato di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali per i quali è prevista una contribuzione figurativa, utilizzati nell'ambito di progetti promossi da pubbliche amministrazioni - può stabilire, con decreto, specifiche condizioni, modalità e importi dei buoni orari.

Fino al 31 dicembre 2015 si applica la previgente disciplina per l'utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2015.

Il D. Lgs. n. 81/2015 introduce una norma di coordinamento informativo prevedendo la stipula di una convenzione tra INPS, INAIL e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tesa a verificare - mediante apposita banca dati - l'andamento delle prestazioni di carattere previdenziale e delle relative entrate contributive, conseguenti allo sviluppo delle attività di lavoro accessorio, nonché al fine di formulare proposte per adeguamenti normativi delle disposizioni di contenuto economico.

Allegati in appendice:

  • All. Circ. Inps n. 149 del 2015 - procedura voucher telematico
  • Circolare INPS n. 149 del 12.08.2015
  • Nota Ministero del Lavoro e delle P.S. n.3337 del 25.06.2015

Ultimo aggiornamento il 2016-05-19 15:07:36

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