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Le collaborazioni D.Lgs 81/2015

IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
(D. Lgs n. 81 del 15/06/2015)
(servizio offerto in collaborazione con Confindustria Brindisi)

 

Collaborazioni organizzate dal committente (ART. 2)

 

Dal 1° gennaio 2016 si applicherà la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai  rapporti  di  collaborazione che consistono in prestazioni di lavoro esclusivamente  personali, continuative e le cui modalità di esecuzione  sono  organizzate  dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

Tale disposizione non trova applicazione per:

  1. le collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono  discipline  specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo,  in  ragione  delle particolari  esigenze  produttive  ed  organizzative   del   relativo settore;
  2. le collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali e'  necessaria  l'iscrizione  in  appositi albi professionali;
  3. le attività prestate nell'esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni;
  4. le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., come individuati e disciplinati dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
  5. e) le pubbliche amministrazioni, fino al completo riordino della disciplina dell'utilizzo  dei contratti   di   lavoro   flessibile da parte delle stesse. In ogni caso, dal 1°  gennaio  2017 è comunque fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione che hanno per oggetto prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione  sono  organizzate  dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

E’ possibile far certificare dalle commissioni di certificazione - di cui all'art. 76  del  decreto  legislativo  10  settembre   2003, n. 276 - l’assenza dei requisiti che determinano il disconoscimento del rapporto di collaborazione. In tal caso il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell'organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un avvocato o da un consulente del lavoro.

 

 

SUPERAMENTO DEL CONTRATTO A PROGETTO (ART. 52)

 

Il D. Lgs n. 81/2015 – abrogando gli articoli da 61 a 69 del D. Lgs. n. 276/2003 -  ha stabilito il superamento del “contratto a progetto”.

Restano validi solo i contratti a progetto stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto.

Il comma 2 dell’articolo 52 del decreto stabilisce che resta salvo quanto disposto dal comma 3 dell'articolo 409 del codice di procedura civile (CONTROVERSIE INDIVIDUALI DI LAVORO - Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a: ……3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato”).

Con tale salvaguardia il legislatore ha voluto chiarire che restano possibili le collaborazioni coordinate e continuative che appartengono alla categoria del lavoro autonomo e quindi non  caratterizzate da etero organizzazione (esercizio unilaterale, da parte del datore di lavoro, del potere di adattare l’attività lavorativa alle esigenze dell’organizzazione aziendale).

L’art. 52 ha anche abrogato l’art. 69-bis introdotto dalla L. n. 92/2012 (c.d. Legge Fornero) che conteneva alcune presunzioni di subordinazione applicabili alle prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo  diverse dalla parasubordinazione (c.d. partite IVA).

 

 

STABILIZZAZIONE DEI COLLABORATORI COORDINATI E CONTINUATIVI ANCHE A PROGETTO (ART. 54)

 

L’articolo 54 del D. Lgs n. 81/2015 ha previsto la possibilità di assumere, a far data dal 1° gennaio 2016 -  con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato - soggetti  già parti di contratti di collaborazione coordinata e continuativa anche a progetto e di soggetti titolari di partita IVA, beneficiando dell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro, fatti salvi gli illeciti accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente alla assunzione,  a condizione che:

  1. i lavoratori interessati alle assunzioni sottoscrivano, con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro, atti di conciliazione in una delle sedi di cui all'articolo 2113, quarto comma, del codice civile, o avanti alle commissioni di certificazione;
  2. nei dodici mesi successivi alle assunzioni di cui al comma 2 (dell’art. 52), i datori di lavoro non recedano dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo.

Con tale disposizione il legislatore ha voluto promuovere la stabilizzazione dell'occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato nonché di garantire il corretto utilizzo dei contratti di lavoro autonomo.

 


Ultimo aggiornamento il 2016-05-19 15:05:09

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