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La Riforma

La legge 14 febbraio 2003, n. 30, recante "Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro", aveva previsto che, con uno o più provvedimenti normativi, fossero emanate le prime misure attuative dei principi contenuti nella stessa legge, nota anche come "Legge Biagi". A tal fine, è stato emanato il Decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 in vigore dal 24 ottobre 2003.


Il Decreto legislativo n. 276/2003 rappresenta l'ultima tappa di un processo di evoluzione normativa del mercato del lavoro precisando comunque, che dalla sua entrata in vigore, è in corso un continuo susseguirsi di cambiamenti normativi e attuativi di regolazione dei rapporti di lavoro introdotti.

Punti peculiari del suddetto decreto sono un insieme di interventi volti ad attivare strumenti e azioni finalizzate al raggiungimento di un mercato del lavoro trasparente ed efficiente, caratterizzato da un accesso a una occupazione regolare e di qualità e la modifica di vecchi contratti di lavoro con l'introduzione di nuove tipologie contrattuali che favoriscono il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese e che permettono di regolarizzare forme di lavoro che, fino all'entrata in vigore del decreto, risultavano precarie, migliorando e facilitando, così, anche l'inserimento professionale delle fasce deboli.

Per realizzare il primo degli obiettivi, la Riforma Biagi ha introdotto anche nuovi soggetti che dovrebbero formano quella rete dei servizi per il lavoro e un nuovo regime autorizzatorio e di accreditamento di questi. In questa "rivoluzione" mentre le Province mantengono le funzioni attribuite loro dal D. Lgs. 469/97, lo Stato, con il decreto 276/03, autorizza nuovi soggetti, pubblici e privati, in possesso di determinati requisiti, all'esercizio dell'attività di intermediazione, somministrazione del lavoro, ricerca e selezione del personale, e ricollocazione professionale. La funzione dello Stato "si limita" a programmare le politiche nazionali del lavoro e a mettere in atto le misure per regolare l'accesso e l'inserimento dei cittadini nel mercato del lavoro. Le Regioni, da parte loro, poichè devono realizzare i principi delle politiche nazionali del lavoro, hanno il compito di gestire il sistema degli "accreditamenti"; in altre parole, esse, previo accertamento della sussistenza di determinati requisiti di professionalità, solidità economica e affidamento, possono rilasciare dei provvedimenti che riconoscono, a soggetti privati o pubblici, l'idoneità ad erogare i servizi al lavoro negli ambiti regionali di riferimento. Tra i soggetti pubblici, lo Stato riconosce i comuni, le Università, le Camere di Commercio, gli Enti bilaterali ed altri, in possesso di specifici requisiti e a condizioni particolari, come soggetti che possono svolgere attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, senza l'obbligo di iscrizione all'albo.

Tutte queste strutture, pubbliche, private e del privato-sociale, collegate in una rete telematica, costituiscono la Borsa Continua Nazionale del Lavoro, un sistema aperto e trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro basato e innestato su una rete di nodi regionali.

La Provincia di Crotone, cercando di interpretare i veri interessi dell'utenza, in questa sezione ha voluto dare un contributo erogando un servizio di informazione in materia semplice e di facile consultazione. Infatti affianco sono evidenziati tutti i link relativi alle nuove tipologie di contratto introdotte e/o modificate dalla Legge Biagi e all'interno di ogni contratto sono contemplati sia i riferimenti normativi che la modulistica di riferimento


Ultimo aggiornamento il 2013-12-03 16:05:12

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