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Confronto con il contratto a termine

IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
(D. Lgs n. 81 del 15/06/2015)
(servizio offerto in collaborazione con Confindustria Brindisi)

 

Contratto a tempo determinato

Somministrazione di lavoro a tempo determinato

LIMITI QUANTITATIVI LEGALI

No

Il numero complessivo di rapporti a termine non può eccedere il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione del lavoratore a termine. Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti è possibile stipulare un solo contratto di lavoro a tempo determinato.

I CCNL possono stabilire un diverso limite quantitativo.

Non si applicano i limiti percentuali nei seguenti casi:

  • avvio di nuove attività per i periodi definiti dalla contrattazione collettiva;
  • da imprese start up innovative, come definite dal D.L. 179/2012 convertito in Legge 221/2012, per 4 anni dalla costituzione della società, ovvero per i minori periodi previsti dal D.L. stesso per le società già costituite;
  • stagionalità, come definita dall’art. 21, co. 2, del D.Lgs. 81/2015;
  • sostituzione di personale;
  • assunzione di persone iscritte alle liste di mobilità;
  • assunzione di persone che hanno compiuto 55 50 anni;
  • per specifici spettacoli ovvero specifici programmi radiofonici o televisivi.

La somministrazione è esclusa dai limiti percentuali legali.

Gli eventuali limiti stabiliti dai CCNL non si applicano per assunzioni che rientrino in numerose ipotesi, quali:

  • persone iscritte alle liste di mobilità;
  • persone
  • che hanno compiuto 50 anni di età;
  • adulti che vivono da soli con una o più persone a carico;
  • persone che non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale o che non hanno completato la formazione a tempo pieno da non più di 2 anni e non hanno ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
  • disoccupati percettori di disoccupazione non agricola o ammortizzatori sociali da almeno 6 mesi;
  • persone che non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • donne occupate in settori economici dove il tasso di disparità uomo donna supera almeno del 25% il tasso medio di disparità uomo-donna in tutti i settori economici;
  • giovani dai 15 ai 24 anni.

PROROGHE

5 in totale

6 per ogni contratto

Il numero di proroghe stabilite dalla legge si riferisce alla totalità dei rapporti a termine attivabili con un lavoratore.

Le proroghe sono disciplinate dal CCNL di settore.

DIRITTO DI PRECEDENZA

No

Il lavoratore, dopo 6 mesi a tempo determinato, continuativi o frazionati, acquisisce il diritto di precedenza su eventuali assunzioni a tempo indeterminato effettuate nei 12 mesi successivi alla cessazione, con riferimento alle mansioni già espletate durante i rapporti a termine.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di informare espressamente dell’esistenza di questo diritto nel contratto di assunzione ed il lavoratore di esercitarlo in forma scritta entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.

L’eventuale congedo di maternità intervenuto nel corso del rapporto è utile alla maturazione del diritto, che vale anche sulle assunzione a termine, alle stesse condizioni.  

Nel caso di lavoratori stagionali, il diritto di precedenza vale per le stagioni successive, a prescindere dalla durata del rapporto e il lavoratore deve esercitarlo in forma scritta entro tre mesi dalla sua cessazione.

 

N.B.: si ritiene utile ricordare che la violazione del diritto di precedenza, determina, oltre al possibile risarcimento del danno al lavoratore, la possibile esclusione dell’esonero contributivo triennale previsto dalla Legge di Stabilità 2015.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo diritto non matura nella somministrazione a termine.

STOP AND GO

No

Permane l’obbligo di rispettare un intervallo di 10/20 giorni tra un contratto a termine e l’altro; l’intervallo non è obbligatorio in caso di attività stagionali o in altri eventualmente individuati dai contratti collettivi (anche aziendali).

 

 

 

Non si applica tra una somministrazione e l’altra.

 

STABILIZZAZIONE

No

Il lavoratore, dopo 36 mesi a tempo determinato, svolti nell’esercizio di mansioni appartenenti al medesimo livello ed alla medesima categoria legale, in forza di uno o più contratti, acquisisce il diritto ad essere assunto a tempo indeterminato.

Nel computo del termine di durata massima di 36 mesi devono essere inclusi anche gli eventuali periodi di somministrazione a tempo determinato svolti a far data dal 18 luglio 2012.

Il periodo massimo di 36 mesi indicato dalla legge rappresenta un limite alla stipulazione di contratti a tempo determinato e non al ricorso alla somministrazione di lavoro (come ribadito dalla Circolare Ministero Lavoro n. 18/2012).

In caso di soli rapporti in somministrazione a termine non esiste alcun obbligo di stabilizzazione in capo all’utilizzatore.

COMPUTABILE IN ORGANICO

No

I lavoratori a tempo determinato sono sempre computati nell’organico in relazione ad obblighi di legge o contrattuali (ad esempio ai fini delle assunzioni obbligatorie).

I lavoratori somministrati non vengono mai computati nell’organico dell’utilizzatore, salvo che ai fini della normativa sulla sicurezza.

I lavoratori disabili somministrati per almeno 12 mesi sono conteggiati nella quota di riserva dell’utilizzatore.

FLESSIBILITÀ FUNZIONALE

Gestibile mediante l’orario multi periodale o, in caso di part time, mediante clausole elastiche.

Oltre alle ipotesi utilizzabili dai datori di lavoro in tema di orario (ad es. l’orario multi periodale, o nel part time le clausole elastiche), il CCNL di settore prevede, per alcuni settori, una particolare formula oraria: il Monte Orario Garantito.

TERMINI IMPUGNAZIONE

Entro 120 giorni dalla scadenza del contrato.

Entro 60 giorni dalla cessazione della missione.


Ultimo aggiornamento il 2016-05-18 15:56:37

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