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Direttiva 2008/104/CE sul lavoro tramite agenzia

IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
(D. Lgs n. 81 del 15/06/2015)
(servizio offerto in collaborazione con Confindustria Brindisi)

 

Di non poca rilevanza nell’evoluzione dell’istituto è il ruolo svolto dalla Direttiva europea 2008/104/CE, che individua le regole minime a cui devono attenersi le normative nazionali in materia di lavoro tramite Agenzia.

La Direttiva persegue la finalità generale di garantire la tutela dei lavoratori e migliorare la qualità del lavoro di tali soggetti, ma contiene innovazioni che vanno anche oltre questo obiettivo, già ambizioso.

Il preambolo della Direttiva fornisce la cornice generale entro la quale viene collocato, nel diritto comunitario, il lavoro tramite Agenzia.

Di particolare rilievo risulta il Considerando n. 11, il quale chiarisce che “il lavoro tramite Agenzia interinale risponde non solo alle esigenze di flessibilità delle imprese ma anche alla necessità di conciliare la vita privata e la vita professionale dei lavoratori dipendenti (…) contribuisce pertanto alla creazione di posti di lavoro e alla partecipazione al mercato del lavoro e all’inserimento in tale mercato”.

Questa formula testimonia un orientamento di particolare favore verso lo strumento, la cui importanza risiede nella possibilità di interpretare le norme specifiche che regolano la materia con un approccio diverso e distinto da quello che viene solitamente applicato verso altre tipologie contrattuali.

Evidentissima in tal senso è la divaricazione che la Direttiva sottolinea rispetto al lavoro a tempo determinato, disciplinato da una diversa fonte comunitaria (la Direttiva 1999/70/CE), che – con un approccio ben diverso – ha come scopo pressoché esclusivo quello di contrastare l’eccessivo ricorso al contratto a termine.

Questa differente considerazione delle due forme contrattuali negli indirizzi comunitari ha indotto a sfuggire dalla tentazione, nel recente passato, di applicare meccanicamente al lavoro tramite Agenzia criteri interpretativi e regole previste per una forma di lavoro (quello a termine) tanto diversa.

La Direttiva considera il lavoro tramite Agenzia come una forma di occupazione meritevole di una tutela speciale; il Considerando n. 18 si spinge ad affermare che le restrizioni o i divieti imposti al ricorso a questa forma di lavoro possono essere giustificati soltanto da ragioni d’interesse generale che investono in particolare la tutela dei lavoratori: le prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e la necessità di garantire il buon funzionamento del mercato del lavoro e la prevenzione di abusi.

Ed è nella Direttiva che trovano fondamento, ad esempio, il principio della parità di trattamento (le condizioni di base di lavoro e d’occupazione applicabili ai lavoratori tramite Agenzia devono essere almeno identiche a quelle che si applicherebbero a tali lavoratori se fossero direttamente impiegati dall’impresa utilizzatrice per svolgervi lo stesso lavoro) e il principio di gratuità (le Agenzie non possono richiedere compensi ai lavoratori in cambio di un’assunzione presso un’impresa utilizzatrice o nel caso in cui essi stipulino un contratto di lavoro o avviino un rapporto di lavoro con l’impresa utilizzatrice dopo una missione nella medesima).


Ultimo aggiornamento il 2016-05-18 15:43:27

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