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Scadenza del termine e sanzioni. Successione dei contratti (art. 22)

IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
(D. Lgs n. 81 del 15/06/2015)
(servizio offerto in collaborazione con Confindustria Brindisi)

 

Fermi restando i limiti di durata massima indicati all’art. 19 (36 mesi o il diverso limite contrattualmente previsto), se il rapporto di lavoro a tempo determinato continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% fino al decimo giorno successivo, al 40% per ciascun giorno ulteriore, sino al trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero al cinquantesimo giorno in caso di contratto di durata pari o superiore a sei mesi.

Se il rapporto di lavoro continua oltre il trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il cinquantesimo giorno in caso di contratto di durata pari o superiore a sei mesi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.

Lo sforamento di pochi giorni, pertanto, produce solo una maggiorazione  della retribuzione e non la trasformazione  a tempo indeterminato.

In caso di due assunzioni successive a termine - intendendosi per tali quelle effettuate senza alcuna soluzione di continuità - il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto. 


Ultimo aggiornamento il 2016-05-16 16:27:12

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