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Disciplina delle proroghe e dei rinnovi (art. 21)

IL TESTO UNICO DEI CONTRATTI DI LAVORO
(D. Lgs n. 81 del 15/06/2015)
(servizio offerto in collaborazione con Confindustria Brindisi)

 

Il termine del contratto a tempo determinato - indipendentemente dal numero dei rinnovi – può essere prorogato con il consenso (scritto) del lavoratore, quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a trentasei mesi. Le proroghe sono ammesse, fino ad un massimo di cinque volte, nell’arco dei complessivi trentasei mesi.

Qualora il numero delle proroghe sia superiore a cinque, il contratto a termine si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della sesta proroga.

Il D. Lgs. N. 81/2015 ha eliminato la condizione in precedenza richiesta dall’art. 4, comma 1, D. Lgs. N. 368/2001, ossia che la proroga si riferisse  alla “stessa attività lavorativa” per il quale il contratto a termine è stato stipulato.

Qualora il lavoratore venga riassunto a termine, ai sensi dell'articolo 19 del decreto in esame, entro un periodo di dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato. Tali disposizioni non si applicano nei confronti dei lavoratori impegnati in attività stagionali, per l’identificazione delle quali, oltre a quanto disposto dai contratti collettivi,  la nuova norma prevede l’emanazione di un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali o dai contratti collettivi.  Fino  all’adozione di tale decreto ministeriale  continuano a trovare applicazione le disposizioni del D.P.R. n. 1525/1963 e successive modifiche ed integrazioni.

Il legislatore ha previsto che le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale - con accordo collettivo, anche aziendale - possono ridurre l’intervallo dei 10 o 20 giorni.

I limiti relativi alle proroghe ed ai rinnovi non si applicano alle imprese start-up innovative di cui all’art. 25, commi 2 e 3, del D.L. n. 179/2012, convertito con modificazioni dalla L. n. 221/2012, per il periodo di quattro anni dalla costituzione della società, ovvero per il più limitato periodo previsto dal comma 3 del citato art. 25 per le società già costituite. 


Ultimo aggiornamento il 2016-05-16 16:25:35

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