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DEC 18

Persi 53 mila posti



Il calo si avrà dal 1° gennaio 2019

Dal 1° gennaio 2019 circa 53 mila persone non potranno essere riavviate al lavoro tramite contratti di somministrazione, perché avranno raggiunto i 24 mesi di limite massimo per un impiego a tempo determinato, limite fissato dal decreto dignità. È la valutazione fatta da Assolavoro, l'Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, che ha stimato gli effetti della circolare n. 17 del 31 ottobre scorso diffusa dal Ministero per illustrare le novità e le modalità di applicazione del decreto dignità. «Le 53 mila persone che non potranno essere riavviate sono frutto di una stima prudenziale», si legge nella nota diffusa da Assolavoro. «L'Associazione evidenzia che, nonostante le ripetute manifestazioni di disponibilità, non c'è stato ancora nessun riscontro in generale e in particolare sull'interpello relativo proprio alla circolare del 31 ottobre». La circolare «ha retrodatato a prima dell'entrata in vigore della legge di conversione al decreto il termine da considerare per i lavoratori assunti dalle agenzie». Dal 14 luglio, con l'entrata in vigore del dl dignità, la libertà di assunzione a termine è limitata a un massimo di 12 mesi; oltre, e comunque entro i 24 mesi, serve la ricorrenza di una delle causali previste dalla legge. Secondo il ministero, il nuovo regime su durata massima e condizioni (causali) si applica pure alla somministrazione a termine, alla stessa maniera del contratto a termine. Di conseguenza, il rispetto del limite di 24 mesi va valutato con riferimento non solo al rapporto di lavoro che il lavoratore ha avuto con il somministratore (assunzione a termine con l'Agenzia), ma anche ai rapporti con il singolo utilizzatore, dovendosi in tal caso considerare sia i periodi svolti con contratto a termine (assunzioni), sia quelli in missione con somministrazione a termine. In altre parole, il limite di 24 mesi opera per tutti i «rapporti» a termine: per le assunzioni (a termine) e per le missioni (somministrazione a termine). La conseguenza che fa scaturire il ministero è una decisa marcia indietro: raggiunto il limite di 24 mesi con contratti a tempo determinato, il datore di lavoro non può ricorrere alla somministrazione a termine con lo stesso lavoratore, cosa possibile fino al 13 luglio. Sempre in tema di somministrazione, la circolare del Ministero aveva chiarito che, a partire dal 12 agosto, il numero di assunzioni a termine e di missioni a termine (la somma delle due) non può superare il 30% degli assunti a tempo indeterminato (lasciando la possibilità alla contrattazione di fissare tetti differenti). La previsione di un tetto non è una novità del decreto: infatti, fino all'11 agosto il numero di contratti a termine possibile era pari al 20% dei lavoratori in forza a tempo indeterminato. Il nuovo limite, inoltre, non è stato fissato con il dl, ma con la legge di conversione (96/2018) che, per la prima volta, ha introdotto un limite alla somministrazione a termine.


Fonte: italiaoggi.it
Ultimo aggiornamento il 06/12/2018

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