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MAG 18

Vecchi voucher, rimborso fino a giugno



Il rimborso dei vecchi voucher (quelli acquistati fino al 17 marzo 2017 e non utilizzati entro il 31 dicembre 2017) può essere richiesto entro il prossimo 30 giugno. A stabilirlo è l'Inps, con comunicato, posticipando l'originario termine del 31 marzo per eccesso di richieste.

La proroga riguarda i vecchi voucher per lavoro occasionale, abrogati dal dl n. 25/2017 (che ha disciplinato le prestazioni di lavoro occasionale), il cui utilizzo è stato possibile fino allo scorso 31 dicembre. L'Inps, infatti, aveva aggiornato la procedura online proprio al fine di non consentire ai committenti d'inserire prestazioni con data inizio oppure fine successiva al 31 dicembre 2017. Dal 1° gennaio, peraltro, la procedura effettua automaticamente, d'ufficio, la cancellazione di eventuali prestazioni inserite erroneamente per periodi decorrenti dal 2018, anche se con data inizio prestazione antecedente, senza alcun avvertimento al committente. Con messaggio n. 4572/2017, l'Inps aveva anche disposto che i rimborsi delle somme versate entro il 17 marzo 2017 e non utilizzate dal committente al 31 dicembre 2017 (somme versate per i cosiddetti «voucher telematici»), potevano essere richiesti, mediante presentazione del modello «Sc52», entro la data del 31 marzo scorso. E precisava che, pur rimanendo fermo il periodo di validità delle funzioni di pagamento e rimborso dei «voucher Pea» e dei «voucher postali», era opportuno che committenti e lavoratori ponessero tempestivamente in essere anche tali adempimenti (per i voucher Pea entro la data del 16 marzo 2018).

Con un comunicato diffuso in questi giorni, l'Inps ha reso noto che, in considerazione del notevole numero di domande pervenute alle sedi territoriali successivamente alla scadenza del termine del 31 marzo 2018, si è reso opportuno posticipare tale termine fino al 30 giugno 2018. Si ricorda che la domanda di rimborso, redatta sul modello Sc52, si presenta alle sedi territoriali dell'Inps e che con l'istanza devono essere comunicati i dati relativi al tipo di pagamento, la data di versamento e l'importo per tutti i tipi di pagamento, nonché, limitatamente ai pagamenti fatti online, anche il codice rilasciato dall'Inps al momento dell'operazione di pagamento e per i soli bollettini postali il «frazionario» (il codice che identifica univocamente un ufficio postale) e il Vcy (codice identificativo di quattro cifre del pagamento del bollettino postale). Il rimborso verrà effettuato in contanti presso gli uffici postali se d'importo inferiore a 1.000 euro; in caso contrario, su conto corrente oppure su una carta prepagata ricaricabile (le modalità sono indicate dal committente/richiedente rimborso nella domanda).


Fonte: italiaoggi.it
Ultimo aggiornamento il 16/05/2018

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