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NOV 17

Bonus figli Natale, la proposta di legge



Bonus figli Natale 2017: proposta di legge punta a riordinare le misure a sostegno dei figli a carico, abolendo assegni familiari e detrazioni fiscali in favore di un bonus unico sotto soglia ISEE.

Si fa strada un’interessante proposta di legge volta ad aiutare le famiglie italiane nella conciliazione di vita lavorativa e personale. Il disegno di legge A.S. 1473: “Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico” dovrebbe concretizzarsi entro fine anno, per questo è stato ribattezzato Bonus figli Natale, ponendosi come obiettivo il riordino ed il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico, andando colmare le attuali lacune del sistema di incentivi alla nascita e aiuti alle famiglie.

Bonus figli

Si tratta di un progetto di legge che in realtà è stato presentato nel 2014 ma che solo ad inizio 2017 è stato affidato alla Commissione Finanze del Senato per arrivare poi in discussione al Parlamento. Una delle principali modifiche riguarda la platea di beneficiari, che dovrebbe essere allargata anche a coloro che sono attualmente esclusi ad esempio dal bonus Renzi, come gli incapienti. L’idea è anche di aumentare l’importo degli assegni previsti, ritenuto oggi troppo esiguo.

Attuali misure

Nella relazione del disegno di legge si legge “La disciplina vigente in materia si presenta oggi assai frammentata e, proprio in ragione della disomogeneità dei benefici riconosciuti, genera disparità di trattamento non più giustificabili. La normativa in vigore non riconosce infatti le detrazioni fiscali a chi ha redditi bassi o nulli, mentre si concedono gli assegni familiarisolo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, escludendo i disoccupati e quasi tutte le altre forme di lavoro che oggi riguardano una porzione consistente e crescente degli occupati. È evidente, pertanto, un problema di mancata equità e universalità delle misure in materia, nonché l’esigenza di tenere conto del profondo cambiamento intervenuto nel tessuto sociale ed economico del Paese nel corso degli ultimi decenni, in particolare nel mercato del lavoro”. “<...> In Italia la situazione normativa è paradossale. Le norme sono stratificate, spesso non note agli aventi diritto e di non semplice applicazione.

  • L’assegno al nucleo familiare è riservato ai dipendenti, ai pensionati e a poche altre categorie di atipici. Esso si conserva durante il trattamento di disoccupazione ma si perde alla sua scadenza.
  • Per le famiglie povere è previsto un sussidio specifico, ma solo a partire dal terzo figlio.
  • Chi fa la dichiarazione dei redditi può beneficiare delle detrazioni per familiari a carico purché abbia un reddito superiore alla soglia di incapienza; pertanto chi non la supera non ha alcun vantaggio fiscale.
  • Paradossalmente, i nuclei familiari più poveri e fragili sono anche quelli meno aiutati nella copertura dei costi per il mantenimento dei figli”.

Verso un bonus unico

La relazione passa dunque a descrivere le finalità della proposta di legge: “Il disegno di legge è volto a superare la situazione descritta, attribuendo un’unica misura generalizzata di beneficio per i minori a carico, sostitutiva di tutte le agevolazioni finora riconosciute. Fra queste, fatto salvo il mantenimento in vigore delle misure e degli importi per il coniuge e gli altri familiari a carico, si prevede l’abolizione:

  • dell’assegno al nucleo familiare di cui al decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69;
  • dell’assegno familiare di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955 n. 797;
  • delle detrazioni fiscali per minori a carico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  • dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui alla legge 23 dicembre 1998, n. 448.

Fra i criteri della delega è previsto comunque il mantenimento delle misure complementari a favore dei minori a carico, solo in quanto destinate a specifici bisogni, attività o destinatari”.

Alla lettera h) dell’Art. 1 del disegno di legge si legge che l’applicazione del beneficio spetterebbe fino a una soglia di reddito ISEE del nucleo familiare pari a 50.000 euro annui, nel caso di nucleo familiare composto dai genitori e un figlio a carico. Viene inoltre previsto che al di sopra di tale soglia si applichi una progressiva riduzione del beneficio, per scaglioni successivi, fino all’azzeramento quando il nucleo familiare raggiunge la soglia di reddito ISEE pari a 70.000 euro annui.

Ai predetti fini, si considera componente del nucleo familiare anche il convivente stabile che risulta coabitante, anche se con residenza anagrafica diversa. Le soglie ISEE vengono innalzate di euro 5.000 annui per ogni ulteriore figlio a carico e si prevede un aggiornamento annuale automatico al tasso di inflazione delle soglie di reddito ISEE di cui alla lettera h). 

Per gli incapienti è previsto un riconoscimento in denaro del beneficio.


Fonte: pmi.it
Ultimo aggiornamento il 15/11/2017

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